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Irina Novarese

LANDOLOGY

Scorci di una politica delle differenze.



dal 12 marzo - 4 aprile 2015


“Si, chiunque può costruire ed arredare la propria casa secondo il proprio gusto. Guarda, c’è un edificio gotico accanto ad una casa pompeiana, e c’è una villa romana vicino ad un piccolo castello barocco”. Ci sembra che le case non siano costruite di mattoni e pietra, come nel diciannovesimo secolo. E riguardo ai metodi di costruzione in questo paese? “È molto semplice e veloce: un liquido che si solidifica gradualmente viene versato nello stampo dell’edificio. A seconda di quanto sia ricco il proprietario, il liquido è una sostanza scadente o un materiale che assomiglia a marmo e pietre nobili”

Guenther Feuerstein in URBAN FICTION. A proposito di Paolo Mantegazza (1831-1910) “Anthropolis in the year 3000” *1897


Il processo lento di mappatura fittizia - e comunque approssimativa - si confronta con il reale flusso accelerato della città, che viene proposta ai singoli come luogo ultimo del sociale. Strutture urbane tra desiderio e repulsione, tra necessità ed extralusso, sono al centro del progetto LANDOLOGY di Irina Novarese.

Nello spazio di NOPX l’artista presenta un’installazione che costituisce il secondo capitolo della sua recente indagine sulle teorie di individualizzazione dell’habitat.

La mostra sarà, come di consueto, completata da una pubblicazione in tiratura limitata e mercoledì 18 marzo alle ore 18.30 l’artista Irina Novarese, in una conversazione con il pubblico, presenterà il progetto Landology, un’esplorazione di strutture e organizzazioni dello spazio urbano iniziata nel 2014 con le due città di Caracas e Berlino e che continua con il lavoro che verrà presentato a Torino.


Landology dà anche il via a Preview, ad una nuova collaborazione tra NOPX e Dunque, locale di recente apertura in via Santa Giulia: pochi giorni prima dell’inaugurazione ufficiale, sui muri del Dunque apparirà un’anteprima della mostra, un estratto del lavoro dell’artista riprodotto in formato maxi su un cartellone da cinema.


“Yes everybody can build and furnish his house according to his own taste. Look, there’s a gothic building next to a Pompeian House, and there’s a Roman villa next to a small baroque castle”. It seems to us that the houses are not built of brick and stone, as in the nineteenth century. What about construction in this country? “it is very simple and quick:

A liquid that gradually hardens is poured into the mold of the building.

Depending on how wealthy the owner is, the liquid is a cheap substance or a material  resembling marble and precious stones”.

Guenther Feuerstein in URBAN FICTION. About: Paolo Mantegazza “Anthropolis in the year 3000” *1897


LANDOLOGY employs a slow and meticulous process of a fictive, but nevertheless approximate mapping of a city’s actual existing systems and dynamics. In its core the project surveys urban structures as places that oscillate between desire and repulsion, between basic needs/necessities and the ultra-de-luxe, in which a city’s accelerated flow is perceived as the last place of the social. The Installation presented at NOPX in Turin, in conjunction with a new publication, are the second chapter of my recent investigations into the individualization of environments.