(placeholder)

© all rights reserved | 2015 | NOPX

Akos Czigany

In Viaggio con Darwin


a cura di Gigliola Foschi


FOTOGRAFIA EUROPEA 2015

Galleria Parmeggiani

corso Cairoli, 2

42121 Reggio Emilia



15 maggio - 26 luglio 2015


Il celebre Charles Darwin, dopo aver circumnavigato il globo sul veliero Beagle, poté poi scrivere grazie alle sue ricerche sul campo L’origine della specie (1859): testo rivoluzionario dove, per la prima volta, prese forma la teoria dell’evoluzione per selezione naturale.


Con la sua serie Darwin online (2009-2010), l’ungherese Ákos Czigány ha inteso offrire un omaggio a questo grande scienziato, e a suo nonno Erasmus Darwin, autore del poema The Botanic Garden (1789-91) e antesignano sostenitore delle idee evoluzioniste.


Czigány riproduce, in griglie composte dalle pagine stesse, solo le pagine lasciate in bianco delle prime edizioni dei libri dei Darwin, che egli ha reperito online. Ordinate le une di fianco alle altre, da lontano tali pagine si presentano simili a quadri astratti, a mosaici evanescenti composti di fogli quasi identici, mentre da vicino rivelano le tracce del tempo, dei disegni e dei testi stessi che, simili a vestigia velate, trapelano per trasparenza dal retro delle pagine.



more info >>  In Viaggio con Darwin

more info >>  Darwin Online / Gallery

more info >>  Artist Album

In Viaggio con Darwin

di Gigliola Foschi

La Terra: un pianeta misterioso, che gli uomini han sempre cercato di capire e studiare, per poterci vivere e dare un senso ai mutamenti delle stagioni, alla varietà dei suoi animali, alle pietre, alle maree… Fin dai secoli più lontani sciamani, filosofi, alchimisti, scienziati, artisti si sono impegnati in questo compito senza fine. Poi tali ricerche ebbero un’accelerazione fra Sette e Ottocento, quando tanti esploratori naturalisti si misero in viaggio per raccogliere e analizzare innumerevoli specie animali e vegetali ancora sconosciute. E tra questi il celebre Charles Darwin che, dopo aver circumnavigato il globo sul veliero Beagle, poté poi scrivere grazie alle sue ricerche sul campo L’origine della specie (1859): testo rivoluzionario dove per la prima volta prese forma la teoria dell’evoluzione per selezione naturale. Con la sua serie Darwin online (2009-2010), l’ungherese Ákos Czigány ha inteso offrire un omaggio a questo grande scienziato, e a suo nonno Erasmus Darwin, autore del poema The Botanic Garden (1789-91) e antesignano sostenitore delle idee evoluzioniste. Czigány riproduce, in griglie composte dalle pagine stesse, solo le pagine lasciate in bianco delle prime edizioni dei libri dei Darwin, che egli ha reperito online. Ordinate le une di fianco alle altre in ordine di successione e suddivise libro per libro, se viste da lontano tali pagine si presentano simili a quadri astratti, a mosaici evanescenti composti di fogli quasi identici, mentre da vicino rivelano le tracce del tempo, dei disegni e dei testi stessi che, simili a vestigia velate, trapelano per trasparenza dal retro delle pagine. Basate sulla collezione seriale delle pagine, queste opere di Czigány mimano il tenace processo di conoscenza che, passo dopo passo, ricerca dopo ricerca, ha guidato i Darwin nelle loro scoperte. Ma, oltre a riflettere sul rapporto tra arte e scienza, esse si rivelano a loro volta simili a sopravvivenze che riarticolano il tempo. Sembrano voler riaffiorare dal passato per trasformare il pensiero “oggettivo” di questi naturalisti in una presenza sospesa, attuale e al contempo inattuale, aperta a un vuoto che si offre come un’apertura verso l’inconoscibile, il non ancora scoperto, l’impensabile. Mute, silenziose, misteriose e ineffabili tali immagini s’impongono come domande che vogliono restare tali. E’ come se in queste pagine bianche, veri e propri intervalli del sapere, prendessero corpo e si facessero visibili le insopprimibili lacune della conoscenza, le incertezze e i dubbi che continuano a circondare le scoperte dell’indagine scientifica per spingerle oltre, verso il non ancora conosciuto. Ma la ricerca di Czigány si rivela anche una profonda riflessione sulla visione, sul che cosa significhi l’esperienza del vedere. Durante il viaggio fra le isole Falkland, le Galapagos, le coste dell’Australia, Darwin osservava, disegnava, riproduceva, catalogava e descriveva nei suoi quaderni, con minuzia e scientifica precisione, le tante forme delle specie animali e vegetali che via via scopriva. I suoi quaderni sono quindi una messa “su carta” del suo pensiero e del suo sguardo: documentano tutto ciò che Darwin aveva visto, e come lo aveva visto. Ma Ákos Czigány ci impedisce di vedere tutto ciò, anche se lo evoca. Così, se Darwin, con la sua profonda e puntigliosa fiducia nella scienza, ci voleva mostrare il Visibile del Mondo, Ákos Czigány, con altrettanta scientifica acribia, con identica, maniacale precisione, lascia affiorare alla vista il lato perennemente invisibile, inafferrabile del Mondo, quel che Darwin non aveva visto, o non poteva vedere: il suo Mistero, il vuoto che accoglie le cose. Czigány pare dunque assillato da una domanda: che cosa vediamo quando un’opera si presenta come uno svuotamento rappresentativo, come qualcosa che mette in sospensione la nostra rapacità visiva? Al posto di una certezza sensibile le sue immagini provocano un arresto dello sguardo, una dilatazione del tempo attraverso cui intravediamo l’ombra lasciata dagli scritti e dai disegni di Darwin, le macchie, le pieghe, le minime diciture a margine dei suoi quaderni, tutte le diverse sfumature delle sue pagine…Così l’antico mondo darwiniano riemerge ai nostri occhi, tramite la ricerca di un artista che ha selezionato le pagine vuote dei suoi libri, li ha, scannerizzati e riassemblati dopo averli trovati online, via internet… Si crea allora una sorta di spaesamento temporale, di straniamento storico. Ci rendiamo infatti conto di quanto siano ormai lontane dal nostro immaginario, dalla nostra mentalità, queste prime, avventurose ricerche scientifiche, questo spirito ottocentesco che – fiducioso nelle potenzialità dello sguardo oggettivo,dell’osservazione scientifica – studiava, catalogava, scopriva aspetti del mondo che noi oggi diamo per scontati (chi si ricorda più che anemoni, camelie, azalee, rododendri e centinaia di altri fiori e piante a noi familiari furono scoperti e portati in Europa da intrepidi naturalisti esploratori solo a partire dal Settecento?). Ma perché tale metodo darwiniano e ottocentesco di osservazione risulta a noi così lontano? Perché la trasmissione del sapere – verrebbe da dire – si è via via smaterializzata: non passa più attraverso la visione diretta e oggettiva, come ai tempi di Darwin, bensì tramite la riproduzione di dati astratti e virtuali. Eppure Czigány rende problematica anche questa facile risposta. Per quanto lui si sia servito infatti di dati virtuali, resta il fatto che il suo computer, il suo scanner hanno riportato alla luce reali tracce scritte, pagine di quaderni che esistono davvero, e che possono essere riprodotti con tutte le loro caratteristiche e i loro difetti: zigrinature, sbavature, rughe della carta. Col risultato paradossale che, attraverso l’opera di Czigány a noi oggi pare davvero di poter “toccare” e vedere come non mai da vicino il mondo di Darwin, così come Darwin toccava e vedeva da vicinissimo le sue piante, i suoi animali scoperti intorno al mondo…

(catalogo Silvana Editoriale)

more info >>  Works